Tutto intorno a me è instabile,
Sento che va più veloce di quanto io comprenda.
Vedo forze che stanno rimodellando il mondo,
Mi sento sovraffata in mezzo a queste urla
E sopra ad una terra che non sembra che voglia tenermi più in piedi.
Vorrei scappare lontano, andare in un posto sicuro.
Tipo in mezzo alla foresta, in un nido di muschio morbido ed avvolgente, che mi mantenga al caldo, protetta e in pace.
Non voglio più pensare,
Voglio riposare.
È troppo veloce il mondo per me,
È troppo malato,
Inquinato,
Senza speranza.
Non sono guerriera,
Non voglio combattere.
Voglio la tranquillità:
Il verde,
L'aria,
Il mare,
La vita,
Ma tutto si sta spegnendo.
Forse non abbiamo il lusso della scelta,
Così come non possiamo decidere dove nascere.
Non posso scappare,
Forse non ne ho neanche il diritto,
Perchè c'è chi non si è potuto porre nemmeno la domanda e non ha altra via di uscita.
Una voce potrà anche essere sovrastata da altre che cercano di nascondere la verità,
Ma diventa più difficile quando se ne uniscono migliaia.
Saranno i nostri canti ad avera la meglio?
Le luci che portiamo nelle mani?
O chi guarda in basso, verso chi ha promesso di difendere e prendersi cura?
Chi anche ora che il popolo urla, cerca di farlo tacere,
Così che rimanga infranto e dimentichi di avere una voce.
Perchè non si accorga, ne si interessi di cosa avviene lassù.
Perchè l'indifferenza è la vera nemica dell'amore.